Vendemmia una Tradizione millenaria

Vendemmia dal latino vīndēmia, comp. dei temi di vīnum «vino» e demĕre «levare» cioè prendere il vino.
La Vendemmia è la raccolta dell’uva da vino, il periodo ideale va da settembre ai primi di novembre questo varia in base al clima.
Questa pratica agricola ha un valore antropologico affonda le sue radici già da qualche millennio.
Sin nell’antica Roma il periodo della vendemmia era vissuto dalla popolazione come un momento di festa in cui tutta la famiglia si recava nei vigneti per raccogliere il frutto del lavoro di un intero anno.
La vendemmia segna da sempre il passaggio fra la stagione estiva e quella autunnale.
Nell’antica Roma la vendemmia veniva celebrata il 19 del mese, con una festa pubblica chiamata Vinalia Rustica, in onore del dio Giove.
All’inizio e alla fine della pratica si recitavano preghiere e frasi di buon auspicio, al fine di augurare un abbondante raccolto e un ottimo vino.
L’uva veniva tagliata dal vitigno con l’ausilio di rudimentali coltelli o uncini.
I grappoli raccolti erano prima messi in piccoli canestri e poi versati in grandi vasche, chiamate lacus vinaria e trasportati nelle cantine su carri trainati da buoi.
La pigiatura era considera la fase più divertente, veniva fatta all’interno dei tini pestando con i piedi, un lavoro che veniva visto come un gioco e di conseguenza molto ambito.
L’uva costituiva una risorsa alimentare importante non solo per il vino prodotto, ma anche per numerose altre preparazioni. Con il succo non fermentato, si otteneva una bevanda rinfrescante, oppure con il mosto fresco, fatto cuocere lentamente si preparava il vincotto, una sorta di sciroppo dolce utilizzato nella preparazione di dolci tipici delle feste.

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